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    Luglio 2019
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A Londra cresce la preoccupazione su come l’NHS risponderà all’aumento dei casi e alle terapie intensive.


spec lonDa Londra ci informa sulla situazione Silvia Beritognolo, nipote del presidente del Segretariato Efasce Luigi Bernardis che in questo periodo si trova a Zurigo.

Com’è la situazione lì da voi? Siete chiusi in casa?

Il Primo Ministro ha annunciato il lockdown da più di tre settimane ormai. Siamo costretti a restare a casa e si può uscire da soli o con coinquilini una volta al giorno per fare la spesa o attività sportiva. I casi stanno aumentando e cresce la preoccupazione su come l’NHS risponderà all’aumento dei casi e terapie intensive.

Fino a quando è prevista questa situazione?

Non si sa con certezza quando la quarantena finirà, per il momento la data stabilita di rientro alla "normalità" è il 13 Aprile ma verrà sicuramente estesa.

Oltre all’emergenza sanitaria, è anche emergenza economica: come sta andando l’economia? Cosa si dice del futuro prossimo?

I settori più avvantaggiati sono quelli del cibo, bevande, sanità, igiene. So che molti dipendenti, come per esempio nel mondo degli eventi, advertising, retail, sono stati messi in cassa integrazione o addirittura hanno perso il posto di lavoro. Ci sono molte incertezze anche sul futuro, quanto ci vorrà prima che tutto torni alla normalità, molte abitudini cambieranno (es. lavorare da casa, praticare più sport, mangiare sano, più attenzione all’igiene).

Cosa sapete della situazione italiana?

Tragica, specialmente a Bergamo. Molti ospedali costretti a fare selezione a causa dell’eccessivo numero di malati. Anche in Italia non si sa con certezza quando si potrà tornare alla normalità. Buone notizie: aziende come Decathlon hanno convertito maschere da sub in ventilatori per superare la crisi. I numeri stanno pian piano diminuendo.
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