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Don Coccolo fondò la Società per assistere gli emigranti sui piroscafi

Lo scopo era preparare giovani preti missionari


Tratto dal libro "100 anni con gli emigranti 1907-2007" a cura di Luigi Luchini.

Nel 1866, con l’annessione del Friuli al Regno d’Italia, ha inizio una fase della nostra storia che ha visto, in circa 100 anni, oltre 2 milioni di friulani prendere la via dell’emigrazione con punte che, negli anni a cavallo fra l’800 e il ’900, arrivarono a 40-50 mila espatri l’anno. Una vera e propria piaga sociale che qualcuno ha anche definito come «il più grande esodo di un popolo nella storia moderna».
Spesso in quegli anni la maggior parte dei nostri emigranti partivano verso l’ignoto senza nessuna assistenza sociale e al loro arrivo nei paesi di destinazione erano lasciati in balia di loro stessi. «Nasciamo e moriamo come le bestie» si lamentavano sconsolati i più anziani durante le interminabili traversate dell’oceano e, in seguito, nelle sperdute colonie del Brasile e dell’Argentina.

15 doncoccoloDon Coccolo
Uno dei primi religiosi a raccogliere il grido di dolore che proveniva da questi infelici è stato un sacerdote di San Vito al Tagliamento, don Gian Giacomo Coccolo.
Nato nel 1862 da una famiglia borghese, don Coccolo si laureò in lettere e teologia e incominciò la sua missione come professore e prorettore al seminario di Portogruaro.
Chiamato a Roma dal papa Pio X nel 1905, fondò la "Società dei Missionari di Emigrazione di San Antonio da Padova" con lo scopo di preparare giovani preti missionari all’assistenza spirituale e materiale degli emigranti: accompagnarli sui piroscafi nelle attraversate dell’oceano e assisterli nei porti di partenza e di arrivo.

Primo "Segretariato di emigrazione"
Nel 1907 mons. Coccolo fondò a San Vito al Tagliamento un Istituto dei Missionari Emigranti, il Collegio Pio X, che accolse alcune decine di aspiranti missionari.
In questo ambiente pieno di fermenti a favore degli emigranti, su iniziativa di un gruppo di illuminati sacerdoti quali don Celso Costantini, don Paolo Martina, don Giuseppe Lozer e altri, la Direzione Diocesana riunitasi a Casarsa della Delizia deliberò l’istituzione di un "Segretariato di Emigrazione" per l’assistenza e protezione agli emigrati dai distretti della Destra Tagliamento di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Maniago e Sacile.
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