Caneva ospita il 42° incontro dei corregionali all'estero: Segretariati EFASCE a raduno

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13 chiesaL'attesa è finita: Caneva è pronta a ospitare il 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’EFASCE, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti: dal 27 al 28 luglio il centro collinare, ultimo Comune friulano prima del Veneto con il quale condivide l’area del Cansiglio, sarà il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Un legame forte in chi è emigrato in prima persona come anche in chi discende da coloro che compirono i viaggi verso tutti i continenti e che magari tornano proprio per rinsaldare le proprie radici friulane. Ad accoglierli il presidente dell’EFASCE Aniceto Cesarin insieme al sindaco di Caneva Andrea Attilio Gava, con un ricco programma che raccontiamo qui sotto e nel quale tutti i delegati dei vari segretariati EFASCE nel Mondo (in rigoroso ordine alfabetico sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela) troveranno spazi e momenti per confrontarsi con i corregionali che vivono in altri Paesi. La scelta di Caneva è stata effettuata perché in questi ultimi anni il Comune ha lavorato a stretto contatto con 13 castellola municipalità di Fagundes Varela, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, dove ancora oggi vive una folta comunità di origini friulane, discendente delle famiglie contadine arrivate proprio da Caneva tra 1888 e 1893. Un lavoro che ha portato alla firma di un Patto di fraternità sottoscritto nell’aprile del 2015 e che verrà rinforzato proprio in occasione dell’Incontro di questo fine settimana, attraverso il conferimento del premio Odorico da Pordenone ad Argel Rigo (coordinatore dell’EFASCE del Brasile con origini canevesi, come vi raccontiamo qui a lato) e con il convegno dedicato al Taliàn, la lingua del Rio Grande do Sul nata dall’unione dei dialetti veneti e parole friulane degli immigrati italiani con il portoghese. Ecco un esempio di questo idioma, perfettamente comprensibile per noi gente del Nordest: "Gò onor dei valori de la vita che me gà insegnà me pupà, me mama, me noni e tanti altri. Con lori gò imparà a ver fede, a laorar, a rispetar la vita e a contentarme con quel che gò, magari sensa èsser còmodo e no far gnente par ndar avanti. Con lori gò imparà a parlar talian e incoi me dao conta de quanto ze importante parlar italian. La ze nantra léngoa, par quel che semo richi culturalmente" professor Leonir Razador (Monte Belo do Sul).