"Rete, relazioni, resilienza": dalle piattaforme online all’identità per un futuro migliore

Stampa


02 sala2Costruirsi una forte identità personale radicata su valori solidi e ottimizzare, riempendole di contenuti utili, le piattaforme già esistenti on line.
Sono questi i due elementi emersi in occasione dell’incontro "Rete, relazioni, resilienza. Effetti collaterali di vivere all’estero" promosso da Efasce con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia al quale hanno partecipato Sergio Maistrello (giornalista, consulente in ambito comunicazione, innovazione e rete) e Matteo Rampin (medico psicoterapeuta esperto di problem solving non convenzionale) moderati da Gian Mario Villalta di fronte ad un gremitissimo pubblico composto per la maggior parte di giovani.

Home sickness
Dopo i saluti di apertura della direttrice della Fondazione Pordenonelegge.it, Michela Zin, e del Vice Sindaco di Pordenone, Eligio Grizzo, il Presidente di Efasce Michele Bernardon è entrato nel vivo del convegno ricordando come da qualche anno l’Efasce ha aperto un focus sul nuovo modo di emigrare per comprendere come i "millenials" o più in generale, le nuove generazioni vivono questa esperienza. "Dando per scontato che questa nuova ondata emigratoria ha caratteristiche diverse da quelle dei secoli precedenti - ha sottolineato Bernardon - sempre di emigrazione si tratta ed ha riportato un recente studio dell’americana Susan Matt che evidenzia "come i nuovi sistemi di comunicazione (Facebook, Skype e le e-mail) traggono in inganno dando l’illusione di annullare le distanze ma in realtà questi strumenti tengono maggiormente viva la così detta Home Sickness (nostalgia di casa) e che la globalizzazione non ha per niente eliminato questa vera e propria patologia".

Effetti collaterali
La consigliere Efasce Luisa Forte ha spiegato che il titolo del convegno è frutto dell’ascolto di giovani corregionali in Europa che hanno visto nella "fatica delle relazioni", un effetto collaterale comune a questo nuovo come al tradizionale "partire" e radicarsi in un nuovo Paese. Nel contesto attuale, in cui la precarietà sembra essere una caratteristica strutturale, anche le relazioni interpersonali vivono momenti alterni di entusiasmo, nostalgia, eccitazione e solitudine.

I relatori
Sul tema della rete, Maistrello ha suggerito di mantenere aggiornate le piattaforme che già esistono online. "La rete premia - ha evidenziato - i siti utili. Se trovo quel che mi serve ci torno volentieri e passo parola facendo in modo che il gruppo cresca". Rampin ha spronato i giovani a rinforzare la propria identità personale "perché quando sei lontano dalle tue abitudini - ha detto - per poter sopportare gli inevitabili momenti di difficoltà devi avere ben chiaro chi sei, dove vuoi arrivare e quanto sei disposto a sacrificarti".

02 giovaniI giovani corregionali
Entrambi i concetti sono stati ripresi da quattro giovani pordenonesi che lavorano all’estero. Per Luca Marin che ora fa il commercialista a Londra, sarebbe importante trovare notizie su come aprire per esempio un conto corrente, nel portale "Pordenonesi nel mondo" promosso da Efasce. Anche per Sara Mandara che ha vissuto per sette anni a Bruxelles lavorando per Electrolux "la rete è un supporto fondamentale molto di più dei ritrovi creati dai nostri nonni", ha detto. Eleonora Cecco che, dopo una lunga esperienza in Europa oggi vive negli Emirati Arabi, dove si occupa di moda, condivide il pensiero di Rampin e suggerisce "di valutare bene le molte difficoltà che si possono incontrare perché si rischia di dover ritornare a casa accettando a fatica un’esperienza negativa". Della stessa opinione Elena Poles che da Porcia si è trasferita a Londra per fare la light designer. "Andare all’estero - ha detto - sembra quasi diventata una moda. Serve, invece, avere idee e percorsi ben chiari e non aspettarsi che solo perché si è italiani si spalanchino le porte di un posto di lavoro". Per EFASCE nuovi stimoli, dunque, in vista dell’elaborazione dei nuovi progetti per il 2019.