Tra identità culturale e radici

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I giovani hanno apprezzato la possibilità di confrontarsi.
Si è parlato anche del legame con la terra


14 brasile2I gruppi di lavoro, coordinati da Brovedani e Forte, sono stati molto partecipati dai giovani che hanno apprezzato la possibilità di confrontarsi e di esprimere le proprie opinioni, i desideri e le difficoltà in un clima di dialogo costruttivo anche con i giovani relatori italiani, Alberto e Paolo.
Un gruppo ha riflettuto sul significato dell’identità culturale che è fatta di tradizioni, lingua e storia, che viene tramandata soprattutto in famiglia, ma che può essere sostenuta dalla conoscenza diretta dei luoghi delle proprie origini. Un’identità che è più facile mantenere nei piccoli centri e che rischia invece di sbiadirsi nelle grandi città multiculturali, dove il nostro ente potrebbe organizzare workshop, conferenze e altre iniziative per mantenere viva e diffondere la cultura italiana e friulana in particolare. I giovani dovrebbero essere aiutati a ricostruire la storia della loro famiglia e imparare a raccontarla perché solamente "registrandola" essa non è lasciata nel passato. Il gruppo ha fatto numerose proposte che vanno dall’istituzione di corsi di lingua italiana all’organizzazione di viaggi per giovani discendenti di nostri corregionali alla scoperta delle opere di architetti e scultori italiani e realizzate dalle abili mani di artigiani friulani in America latina.
Un altro gruppo ha posto l’attenzione sulle radici come base per il futuro, confrontandosi sulle esperienze di lavoro e di studio all’estero e i rapporti di collaborazione con il nostro Paese. I giovani vorrebbero conoscere meglio quali sono le opportunità di stage professionali o di studio in Italia e in Friuli e chiedono che, durante i soggiorni Young Adults sia data la possibilità di conoscere meglio alcune realtà aziendali e universitarie, a seconda degli orientamenti dei partecipanti. Auspicano una maggiore collaborazione con i Consolati locali ai quali chiedono di essere più attivi nell’organizzazione di incontri con esperti professionisti italiani di settori differenti. Per quanto riguarda l’ente, propongono di creare la figura di un coordinatore nazionale dei giovani EFASCE.
Il terzo gruppo si è soffermato sul legame con la terra, le radici vere e proprie. Nell’ambito del dibattito, un terzo dei giovani ha riferito che la terra avuta in assegnazione non è più di proprietà, un terzo la coltiva principalmente a vite oppure viene usata per allevamento bovino, un terzo non la usa direttamente ma vorrebbe usarla per fare qualcosa di nuovo come un agriturismo o crescervi dei prodotti specifici e guarda all’Italia come fonte di riferimento per quanto riguarda sia il settore agrituristico sia quello dei prodotti tipici di origine controllata. E’ emersa la necessità di avere contatti tra personale specifico del settore agroalimentare per confronti sia sulla legislazione sia sulla necessità di migliorarne la qualità.



Numerose le iniziative a sostegno della lingua e cultura friulana

14 brasile4Il vice presidente Efasce per l’Uruguay, Claudia Girardo ha portato i saluti del presidente Mario Mattiussi e ha presentato le innumerevoli iniziative svolte nel paese a sostegno della lingua e cultura friulana.
Per l’Argentina è intervenuta M.Belen Vezzato che ha detto in sintesi: "Mi sono sentita così a mio agio con tutto che non cambierei nulla. Ho molto apprezzato e ringrazio gli sforzi di tutti per aver reso possibile che persone come me che pensavano che non sarebbero mai state in grado di conoscere la terra dei nostri antenati, ora possono vivere questa esperienza cosí profonda."
Prendendo spunto dal fatto che la maggior parte dei presenti era discendente di contadini friulani emigrati che avevano ricevuto un lotto di terreno da dissodare, nel pomeriggio Alberto Nimis ha presentato la sua ricerca ed analisi su "L’agricoltura friulana e brasilina a confronto" seguito da Paolo Bomben che ha parlato della tipologia di vini friulani e di cose spinge nel 2018 un giovane friulano ad emigrare.
A conclusione del meeting, domenica mattina, Gino Gregoris ha ringraziato a nome del Consiglio dell’EFASCE tutti coloro che sono intervenuti ed in particolare gli organizzatori, Vladimir Roman e Alexandre Viero sia per l’organizzazione sia per l’attenzione riservata alla delegazione nei giorni di permanenza. Ha rivolto un ringraziamento speciale ad Argel Rigo per la precisione nel coordinamento dell’insieme e l’amichevole simpatia. Si è complimentato con i giovani presenti, per la serietà del lavoro svolto con passione e con il cuore: il futuro è nelle loro mani. La presenza di due insegnanti, abituate a stare con i giovani, dimostra che l’EFASCE sarà anche in futuro vicina e di sostegno alle nuove generazioni.