• Delegazione Efasce 42° Incontro Corregionali

    Comune di Pordenone
  • Soggiorno culturale 2019

    Cerimonia conclusiva soggiorni culturali 2019 Palazzo Montereale Mantica
  • Stage giovani corregionali e Ri-scoprire il Friuli

    Luglio 2019
prev next

GrandeGuerra in mostra a Montevideo tra il ruolo delle donne e i graffiti



Articolo ricavato dal quotidiano Gente d’Italia di Montevideo

49 montevideo1Una conferenza-mostra sulla prima Guerra Mondiale è stata organizzata lo scorso mese al liceo militare "Gral. Artigas" di Montevideo da due associazioni italiane: Ancri (Associazione Nazionale ex Combattenti e Reduci Italiani) ed Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti), alla presenza di un folto pubblico e dell’ambasciatore italiano a Montevideo Gianni Piccato

49 montevideo2L’iniziativa
"L’iniziativa - si legge nella presentazione - ha lo scopo di trasmettere agli studenti la conoscenza di quegli eventi e vuole divulgare la cultura, la storia e la comprensione".
Il progetto di Ancri ed Efasce rientra all’interno della legge 19503 relativo all’accordo di cooperazione tra Italia e Uruguay nel settore della difesa e, in particolare, nello scambio di eventi culturali e sportivi. Si rivolge alle nuove generazioni per la "diffusione dei fatti storici vissuti sul fronte italiano nella Grande Guerra tra il 1915 e il 1918".

Il ruolo delle donne
Ruolo della donna e i graffiti della Grande Guerra: questi i due argomenti principali trattati con i ragazzi del liceo Artigas. La prima parte della conferenza è stata curata da Gisella Quagliata (presidente di Ancri), la seconda da Mario Mattiussi (presidente di Efasce).
"Un protagonismo invisibile" quello delle donne italiane nel primo conflitto mondiale come l’ha ribattezzato Gisella Quagliata soffermandosi su diverse categorie da analizzare. Partendo, innanzitutto, dal lavoro volontario delle 4 mila infermiere crocerossine che assistettero feriti e malati all’interno dei 204 ospedali.
Un altro capitolo è rappresentato dalle donne lavoratrici che si ritrovarono a carico delle famiglie vista l’assenza degli uomini in guerra: "In quegli anni le donne furono molto importanti per l’economia del paese che non poteva paralizzarsi per l’assenza degli uomini. Fu così che se ne fecero carico senza una grande formazione ma con tantissimo coraggio e amore". Tantissime le attività realizzate come quelle più pesanti nella dura vita dei campi. Ma non solo. Una presenza costante in quasi tutti i settori della società: trasporti, banche, uffici, telegrafo, industria tessile, quella metallurgica e quella delle armi.
Senza mai dimenticare i "ruoli tradizionali" nei servizi domestici occupandosi della casa e della famiglia dove in tanti casi venivano anche maltrattate e subivano violenze.

49 montevideo349 montevideo4Le portatrici carniche
Ebbero un ruolo speciale, infine, le donne "portatrici", ossia quelle che portavano alimenti e munizioni nelle trincee e si ritrovavano insieme ai propri familiari in prima linea. "La loro età oscillava tra i 15 ed i 60 anni. Caricavano sulle loro schiene ceste che pesavano tra i 30 e i 40 chili. Camminavano ogni giorno molti chilometri lungo le montagne".
Una delle "portatrici" più famosa fu Maria Plozner de Mentil, madre di quattro figli e con suo marito al fronte. Fu uccisa da un franco tiratore austriaco il 16 febbraio del 1916. Nel 1997 ricevette dal presidente Scalfaro la medaglia al valore militare.
"E’ stato un riconoscimento simbolico a tutte le donne che parteciparono al conflitto".

I graffiti
L’intervento di Mario Mattiussi, supportato da immagini e video, si è concentrato invece sulla situazione bellica nel Friuli, uno dei fronti più colpiti dalla guerra e dove si decise il destino dell’Italia. Da questo territorio provengono le immagini dei "Graffiti della Grande Guerra" la mostra fotografica allestita per l’occasione con altri oggetti e che ha accompagnato la conferenza:
"In queste zone del Friuli sono state ritrovate oltre duecento testimonianze di quegli uomini che lottarono senza tregua e con grande eroismo per la loro patria. Ci hanno lasciato dei messaggi che hanno un altissimo valore storico e dove si evince chiaramente il desiderio di pace tra i popoli rispetto alla violenza".
Le immagini e gli oggetti raccolti sul fronte italo-austriaco, ricordiamo, erano stati mostrati al pubblico in Uruguay per la prima volta due anni fa presso l’Ateneo di Montevideo.
facebook2  twitter2  google plus3  youtube

Design by Michele Stefanato