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Professionisti italiani a Sydney: ecco il network

L’obiettivo è raccogliere le istanze dei giovani e cercare dei canali di sviluppo.
Progetto avviato da Culos, originaria di Casarsa, a Sydney dal 2014: «Puntiamo a facilitare il riconoscimento dei titoli di studio per l’inserimento lavorativo»


08 sidney1La visita di gennaio alle comunità friulane e pordenonesi in Australia ha offerto alla delegazione Efasce, guidata dal presidente Michele Bernardon, l’opportunità di osservare da vicino un aspetto della nuova emigrazione giovanile del XXI secolo che qualcuno, usando un rassicurante eufemismo, ama chiamare nuove mobilità.
Una nuova forma di emigrazione che, con la formula del Working Holiday (Vacanza - Lavoro), consente a tanti giovani di trascorrere nella terra dei canguri dodici mesi - rinnovabili in alcuni casi per un altro anno - e svolgervi attività di lavoro retribuito. Un visto per lavoro che viene più facilmente rilasciato se si accetta di svolgerlo, per un certo periodo, nelle farm dell’outback (fattorie dell’entroterra) australiano.

Ingrid Culos
Fra i giovani che ci hanno raccontato la loro esperienza riportiamo quella di una giovane casarsese, Ingrid Culos, la quale con questa sua testimonianza ci aiuta a capire meglio le caratteristiche di questo fenomeno.
«Sono giunta in Australia a marzo 2014 e dopo un mese ho iniziato un breve corso di studi a livello professionale in Economia. Ciò mi ha consentito di entrare in contatto con il mondo degli studenti internazionali a Sydney e più in generale in Australia. Poco dopo ho desiderato approfondire le mie conoscenze rispetto alle regole e le modalità di arrivo e di organizzazione di tutti quei giovani che arrivano o si fermano in Australia per motivi di studio. Ho avuto la possibilità di lavorare in questo settore sin da subito e a tutt’oggi mi occupo di assistere e orientare i giovani (soprattutto italiani) nella scelta dei percorsi di studio, dei permessi di soggiorno legati ai corsi e dell’inserimento nei college e nelle scuole australiane».

Studi ed esperienze lavorative in Italia
«Il mio background di studi in Italia è stato Sociologia, ho lavorato per una decina di anni per regioni e province nella ricerca sociale legata alle politiche sociali, politiche giovanili e politiche del lavoro. L’ultima esperienza di lavoro in Italia è stata presso la Provincia di Pordenone per l’Osservatorio sulle Politiche Sociali e Mercato del Lavoro. Mi è sempre piaciuto occuparmi di ricerca e di progetti legati al sociale e ai giovani, tanto che per 2 anni ho avuto la delega alle Politiche Giovanili nel mio comune di residenza (Casarsa della Delizia)».

 Interlocutore con i giovani italiani
«Anche qui in Australia mi occupo, se pure in modo diverso, di giovani e dei loro progetti di vita. Il mio lavoro mi porta ogni giorno a contatto con qualche giovane italiano che desidera cambiare vita e restare in Australia, oppure che vuole fare un’esperienza per qualche tempo lontano dall’Italia per poi tornare con competenze maggiori e con un bagaglio di esperienza che pochi possono presentare nel mondo del lavoro. Insieme a loro cerchiamo di costruire dei progetti di inserimento personalizzati sulle loro esigenze e spesso sui loro sogni. Scegliamo un corso di studi adeguato e effettuiamo le procedure richieste dal Governo Australiano per i permessi di soggiorno temporanei. Sono moltissimi i giovani che fanno questa scelta, spesso passando da un visto vacanza lavoro a uno di studio. Molti altri arrivano direttamente dall’Italia per studiare e cercare una via migliore e spesso sono over 30, anche over 35. La mia posizione privilegiata di interlocutore con i giovani italiani mi consente di ascoltare molte storie diverse e di aiutare molti giovani a realizzare i loro sogni di vivere e restare nella terra dei canguri. Per un paio di anni ho fatto parte di un gruppo di studio sul fenomeno della migrazione giovanile in Australia e Nuova Zelanda e abbiamo pubblicato studi e statistiche sul fenomeno grazie a Fondazione Migrantes».

08 sidney2Professionisti italiani a Sydney: il network
«Nel 2016, insieme ad altri 3 giovani italiani, abbiamo avviato un gruppo informale per creare un network tra giovani professionisti italiani presenti a Sydney.
Il gruppo ha organizzato, in collaborazione con le istituzioni locali, alcuni incontri di scambio e conoscenza per i giovani professionisti in cerca di informazioni e di contatti per inserirsi nella società australiana.
A settembre 2016 il gruppo è diventato un’associazione.
L’obiettivo dei prossimi mesi di lavoro è quello di raccogliere le istanze dei giovani che hanno aderito al gruppo creato su facebook e cercare dei canali di sviluppo per collaborazioni istituzionali e private per rispondere alle esigenze emerse.
Ci aspettiamo di poter avviare progetti per la facilitazione del riconoscimento dei titoli di studio italiani in Australia, per l’inserimento lavorativo e il riconoscimento delle professioni.
Al momento, i giovani aderenti lavorano tutti su base volontaria e pertanto durante il loro tempo libero.
Speriamo di poter sostenere questo progetto molto richiesto da istituzioni (Consolato) e soprattutto dai giovani Italiani ».


Ricerca lavoro difficoltosa, richieste di visti in calo dal 2014/15


2005-06 2006-07 2007-08 2008-09 2009-10 2010-11 2011-12 2012-13 2013-14 2014-15
2.454 3.236 3.576 4.636 5.481 6.429 9.600 15.973 16.045 14.138

Questa tabella (Fonte: Fondazione Migrantes.Elaborazione su dati del Dipartimento di Immigrazione Australiana) riassume i visti Working Holiday riferiti sia al primo che al secondo visto (il rinnovo) dei ragazzi una volta trascorsi gli 88 giorni in agricoltura. E si riferisce a quelli rilasciati ai cittadini italiani negli anni 2005-15. Questi pochi ma eloquenti dati ci dicono che dopo anni di continuo aumento, nel 2014/15 si è registrata una leggera flessione delle richieste di visti (una tendenza confermata ufficiosamente anche per il 2015-16) dovuta, a detta di alcuni studiosi locali, al fatto che dopo l’entusiasmo iniziale spesso i nostri connazionali incontrano molte delusioni. Infatti dopo aver trascorso alcuni mesi nelle aree rurali, la possibilità di trovare, nelle aree metropolitane, un lavoro permanente corrispondente alle aspettative e al titolo di studio conseguito non è così scontata. Molti giovani scoprono, così come i loro progenitori nel secolo scorso, che nel mondo nessuno ti regala niente e tutto deve essere conquistato a prezzo di grandi sacrifici.
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