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La 30enne Veronica Vercelli è hostess Emirates « Inseguite le vostre attitudini e il talento»

«Consiglio di viaggiare, essere curiosi, chiedere sempre»


L'emigrazione sta cambiando. Se ne parla sempre più spesso, a volte senza cognizione di causa o semplicemente perché va di moda ma la missione Efasce in corso in Australia ha dato modo ai partecipanti, fin dall’inizio del viaggio, di toccare con mano un esempio concreto di questa realtà e dell’ampiezza del fenomeno. Durante il volo sulla tratta Dubai-Sydney i nostri hanno avuto la piacevole sorpresa di incontrare fra i componenti dell’equipaggio impegnato a rendere più confortevole il lungo volo intercontinentale tre giovani hostess italiane: Veronica Vercelli, Elisa Bergami e Angela Di Bisceglie.

04 vercelliQuante esperienze
Emblematico il percorso professionale di Veronica Vercelli, che l’ha portata a soli trent’anni a diventare uno dei 25.000 assistenti di volo di cui è composta la compagnia aerea Emirates. Nativa di Biella dove si è laureata in lingue orientali, già durante gli studi ha trascorso un periodo di due anni a Pechino per perfezionare la conoscenza della lingua cinese.
Durante questa esperienza, in occasione dei giochi olimpici del 2008, ha anche prestato servizio come interprete per il CONI. Completati gli studi universitari ha trovato un impiego come assistente di direzione presso la Fincantieri di Trieste ma appena due anni dopo ha realizzato che l’Italia gli stava stretta e sentito l’irrefrenabile desiderio di allargare i propri orizzonti.

Scelta che rifarebbe
Così, appena si è presentata l’occasione ha partecipato con successo ad una selezione di personale della Emirates, la compagnia aerea di bandiera dell’Emirato Arabo di Dubai ed ora percorre felicemente le rotte intercontinentali di mezzo mondo.
«Felicemente - come lei stessa ha dichiarato - perchè questo lavoro ogni giorno è sempre diverso come lo è ogni volo, non ci si annoia mai e posso dire di non sapere cosa sia la parola routine. Emirates raggiunge più 150 destinazioni in 81 diverse nazioni e ogni mese quando ricevo il programma del mese successivo mi ritengo privilegiata a poter visitare cosi tanti posti. Credo che l’emozione della scoperta sia unica e lasci un segno indelebile. In questa compagnia lavorano 67.716 dipendenti di 169 nazionalità dove si confrontano culture e mentalità diverse. Confrontandomi ogni giorno con centinaia di persone di razze e culture diverse ho imparato a non giudicare mai delle apparenze. Per svolgere bene questo lavoro - ha continuato - bisogna avere una mente aperta e flessibile, disponibile ad apprezzare le diversità e a rispettarle ».

Quale consiglio si sentirebbe di dare ad un giovane per realizzarsi nel proprio lavoro?
«Premesso che dopo due anni e mezzo che svolgo questo lavoro rifarei di nuovo questa scelta, un consiglio che mi sento di dare ad un giovane che voglia mettersi in gioco è prima di tutto quello di fare un’esperienza di studio o lavorativa all’estero che lo faccia uscire dalla "comfort zone". Inseguire nel percorso di studi la propria indole, le proprie attitudini e il proprio talento. Consiglio di viaggiare, essere curiosi, chiedere sempre e non smettere di inseguire le proprie ambizioni. Infine, di cogliere le occasioni che si presentano senza paura delle cose che si lasciano alle spalle».
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