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    Trieste - ottobre 2015
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Terremoto, nonna Romana da Cavasso in Germania

A St. Ingbert, dal genero Celestino, ricevette un assegno dalle autorità comunali. Per i 40 anni dal sisma, l’incontro annuale con i corregionali all’estero si terrà a Frisanco.



25 storia2Nella ricorrenza dei 40 anni del terremoto che sconvolse il Friuli l’Efasce organizzerà a Frisanco, a luglio, l’incontro annuale con i corregionali all’estero. Nel corso di un convegno verrà messo in luce il ruolo che le nostre comunità friulane all’estero hanno avuto nell’organizzare, con un grande slancio di solidarietà e generosità, la raccolta di fondi a favore dei paesi friulani colpiti dal sisma.
In quei terribili mesi di grandi eventi ci sono stati anche tanti episodi minori, ma non meno importanti, di manifestazioni di solidarietà a favore della nostra gente. Uno di questi ha visto Romana Frisan Lovisa di 92 anni, residente a Cavasso Nuovo, protagonista di un episodio commovente e simpatico allo stesso tempo.

6 maggio 1976
Come molte altre di Cavasso Nuovo, anche la casa dove abitava nonna Romana fu seriamente danneggiata dalle repliche sismiche successive a quella tremenda del 6 maggio del ’76. Aveva dormito per tutta l’estate in ricoveri di fortuna, è pertanto comprensibile che, anche in considerazione dell’età, la sua pur forte fibra risentisse del disagio a cui si aggiungeva il dolore per la casa gravemente danneggiata.

In germania
Pertanto il genero Celestino Lovisa, impresario edile residente a St. Ingbert in Germania, nella regione del Saar, subito accorso in Friuli dopo il disastroso evento tellurico, la convinse, dopo non poche resistenze, a trasferirsi a casa sua in Germania. Lassù insieme con il genero, la figlia Elisabetta e i nipoti, nonna Romana trascorse, non senza nostalgia, i mesi invernali, in attesa che l’allestimento dei prefabbricati le desse l’opportunità di tornare al proprio paese.

25 storia1Il gesto
Durante questa permanenza, il 2 febbraio 1977, giorno del suo 92° compleanno, nonna Romana fu al centro di un episodio davvero toccante: la stampa e le autorità di St.Ingbert, venute a conoscenza della presenza in città di una profuga dal Friuli terremotato, avevano pensato di organizzare qualcosa per dimostrarle la loro solidarietà. Il quotidiano Saarbrücken Zeitung le dedicò un lungo articolo, mentre le autorità comunali le inviarono un enorme mazzo di fiori e un assegno. Comprensibili la sorpresa, la commozione e la gratitudine di Romana. Ma forse ciò che più le fece piacere fu la manifestazione di simpatia riservatale dai vicini di casa: tutti volevano sentire dalla sua viva voce (nonna Romana si esprimeva a distanza di 62 anni dal suo rientro in Friuli in un "buon tedesco" con inconfondibile accento berlinese) il racconto della sua vita.

A Berlino
Nata il 2 febbraio 1885 a Trieste, ("sotto l’impero Austro Ungarico" annotava nostalgicamente il Saarbrücker Zeitung), a 8 anni è già emigrante a Berlino nel quartiere di Schöneberg; ed era un incanto sentirla rievocare il tempo quando, giovinetta, passeggiava la domenica pomeriggio lungo l’Unter den Linden (il viale dei tigli) e poteva scorgere il Kaiser Guglielmo II, con a fianco la Kaiserin Auguste Viktoria uscire in carrozza dalla residenza imperiale del Berliner Schloss e attraversare il viale fino alla porta di Brandeburgo. Nel 1910 Romana andò sposa ad un giovane terrazziere di Cavasso Nuovo, anch’egli emigrato sulle rive della Sprea. Anteriormente lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e al precipitoso rientro in Italia diede alla luce due maschietti, che poi fra i 16 e 18 anni, emigreranno entrambi negli Stati Uniti. (Rivedrà il figlio maggiore Luigi dopo 46 anni già nonno a sua volta).
Dopo il rientro nel 1914 trascorse a Cavasso Nuovo 62 anni della sua vita mettendo al mondo altri tre figli prima che il terremoto del 1976, la riconducesse, come abbiamo visto, per quasi un anno, di nuovo esule in Germania.
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