• Young Adults 2018

    Soggiorno culturale 2018 Pordenone
  • 41° Incontro corregionali

    Pordenone 28 e 29 luglio 2018
  • Stati Generali dei corregionali

    Trieste - ottobre 2015
prev next

Uruguay, anche a Montevideo è stato celebrato il 40º anniversario del terremoto in Friuli

Mattiussi: «Dalla tragedia è sorta una grande speranza che ha trovato il suo fondamento nella solidarietà». C’era anche l’ambasciatore d’Italia Gianni Piccato



22 terremoto3Lo scorso 8 maggio presso la Chiesa "Nuestra Señora de Lourdes", a Montevideo, si è celebrata una messa per ricordare le vittime del terremoto nel 40º anniversario del drammatico sisma che colpì il Friuli nel 1976. L’iniziativa è stata organizzata dall’Ente Friulano dell`Uruguay -Segretariato Efasce, con l`adesione di altre due associazioni regionali, Famèe Furlane e Circolo Giuliano dell`Uruguay.

Solidarietà
«Ero giovane quando successe la tragedia, tutto quello che so lo devo ai tanti racconti dei miei familiari e altre informazioni della regione - ha detto il presidente dell’Ente Friulano dell’Uruguay, Mario Mattiussi, ricordando al pubblico uruguaiano i principali avvenimenti con una breve e sintetica rassegna storica -. Sono vivi, oltre a questi eventi tragici, anche i valori umani che straordinariamente sono sorti proprio in quell’occasione. E’ proprio il caso di dire che dalla tragedia del terremoto, da un evento di paura e di morte, è sorta una grande speranza che ha trovato il suo fondamento nella parola più semplice e meravigliosa del mondo: la solidarietà - continua Mattiussi -. In quel tempo gente di tutta Italia, moltissime parrocchie, fabbriche, associazioni e istituzioni di ogni genere, alpini, scouts e sopratutto, tantissimi emigranti friulani si sono riversati in Friuli per dare una mano. È anche in questa ottica che rientra il contributo offerto dalle tante comunità di friulani all’estero che mandarono in Italia il proprio contributo».

22 terremoto2Il Friuli ringrazia
C’è una frase che per il presidente racchiude tutta questa storia e che è stata ripetuta spesso diventando un vero e proprio simbolo: Il Friuli ringrazia di cuore e non dimentica . «Anche oggi non vogliamo dimenticare - ha ripetuto -: il nostro grazie va a tutte quelle persone piene di altruismo che aiutarono il Friuli a risollevarsi».
Durante la cerimonia è intervenuto anche l’ambasciatore d’Italia in Uruguay, Gianni Piccato, ricordando la sua esperienza in Friuli nel 1976 come volontario.

Anche da Pinerolo
Una testimonianza diretta di quei terribili giorni è stata portata da un 18enne piemontese. «Nella mia città, a Pinerolo, organizzammo un gruppo di otto volontari e andammo due volte in Friuli. Furono settimane dure, molto difficili, piene di sudore e di stanchezza. Vedemmo da vicino la distruzione totale: c’erano macerie ovunque». Piccato ricorda di esserci tornato, dieci anni dopo in quei luoghi. «Quasi tutto era stato ricostruito, la vita era tornata alla normalità. Per me fu una grande emozione vedere risorgere quei paesi. Tutti gli italiani devono ringraziare il Friuli per la manifestazione di coraggio e di altruismo che ne seguì».

22 terremoto1Sviluppo civico
Ai ringraziamenti si aggiungono anche quelli alle comunità italiane all’estero che offrirono un grande aiuto ai terremotati. Questo episodio, secondo l’ambasciatore, «rappresenta una grande prova di sviluppo civico nella storia del nostro paese. Dobbiamo sempre tenere presente questi principi». Proprio per la sua esperienza l’ambasciatore aveva ricevuto l’invito a partecipare alle commemorazioni ufficiali che si sono svolte recentemente a Gemona e Venzone dove è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Purtroppo, il mio lavoro oggi mi ha portato lontano dall’Italia. In ogni caso sono molto contento di poter condividere con voi, a Montevideo, questo ricordo».

Don Antonio e i ricordi
Anche per don Antonio Bonzani, che ha celebrato la messa, il terremoto del 1976 evoca dei ricordi speciali: all’epoca era già in Uruguay da quattro anni. «La mia è una testimonianza indiretta ma ugualmente stimolante. - ha raccontato - Seppi la notizia dalla mia madrina che mi disse che il padrino medico era ad aiutare i terremotati. Fu una testimonianza davvero molto importante per me, vedere come tante persone andarono a portare un po’ di sollievo». Proprio per questa vicinanza familiare il religioso ha dichiarato di sentirsi onorato di poter celebrare la messa e pregare insieme a tutti i fedeli per mantenere vivo il ricordo.
facebook2  twitter2  google plus3  youtube

Design by Michele Stefanato