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Renato Girolami, da Brno a Montreal passando per Fanna

Dopo le elementari passò alla "Oberschule" che completò nella primavera 1945, poche settimane prima che finisse la guerra



Testimonianza tratta dal libro "Fanna - Gli emigranti si raccontano" di Elide Filippetto

17 girolami1Sono nato in Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca, a Brno, la città maggiore dopo la capitale Praga. Mio padre era emigrato a Brno quando la futura Cecoslovacchia era ancora sotto l’impero austro-ungarico. A Brno c’era una forte presenza etnica tedesca e così iniziai i miei primi anni di scuola in lingua tedesca. In casa parlavamo sempre italiano, i miei genitori friulano, e quando entrai il primo giorno in classe non sapevo una parola di tedesco. Ma da piccoli si sta poco ad imparare le lingue e ben presto mi trovai a mio agio. Gli insegnanti in quel tempo erano severi ma avevano tutti un’ottima preparazione pedagogica. Conservo dei buoni ricordi del mio maestro e del frate cappuccino che ci insegnava religione. La comunità italiana di Brno non era numerosa come in altri paesi d’Europa o in America, ma vi erano molti parenti nostri, tutti da Fanna.

Nelle colonie italiane
L’amore per l’Italia l’ho potuto soddisfare partecipando alle colonie estive per ragazzi provenienti dall’estero, a Cattolica sull’Adriatico e vicino a Chieti in Abruzzo. Ero felice di sentire parlare italiano intorno a me e di trovarmi con altri ragazzi che vivevano la stessa esperienza mia di vivere lontani dalla nostra terra.
Dopo le elementari passai alla "Oberschule" (liceo) che completai nella primavera del 1945, poche settimane prima che finisse la guerra. Ero rimasto l’ultimo in classe; i miei compagni di scuola erano stati tutti richiamati nell’esercito tedesco. Si udivano ormai in lontananza il rombo dei cannoni russi che si stavano avvicinando alla città e fummo sfollati a Praga dove abbiamo vissuto per un anno prima del nostro rientro in Italia. A Praga mi ero iscritto all’università, stavolta studiando in lingua ceca appresa a scuola (le università tedesche erano state abolite dopo la sconfitta della Germania).

Ritorno a Fanna
La situazione nell’immediato dopoguerra si presentava poco chiara e non prometteva niente di buono così, insieme ai miei genitori, partimmo a marzo 1946 per l’Italia con destinazione Fanna. Lì ho trascorso due degli anni più belli della mia vita, anche se le nostre condizioni economiche erano tutt’altro che floride a causa delle perdite subite in seguito alla guerra. Ripresi i miei studi universitari interrotti in Cecoslovacchia presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, stavolta in lingua italiana, con molto entusiasmo. Mi trovavo finalmente tra "la mia gente" e non più emigrante in un paese straniero. Nel dopoguerra le prospettive di trovare lavoro in Italia erano scarse così assieme ai miei genitori considerai la possibilità di emigrare in Canada, dove avevamo dei parenti. All’inizio del ’48 venne mio zio Enrico De Spirt dal Canada, incaricato di agevolare l’emigrazione di terrazzieri, molto richiesti per lavori in quel paese. Così ho potuto unirmi ad un gruppo di Fannesi che partirono verso la fine di maggio del ’48 da Genova per Halifax in Canada.

17 girolami2Seconda emigrazione
Arrivato a Montreal dove viveva lo zio Enrico e la sua famiglia mi ci è voluto del tempo per ambientarmi e per migliorare le mie conoscenze dell’inglese (studiato negli anni di liceo). Non sapevo che a Montreal e nella provincia del Quebec si parlasse prevalentemente il francese, lingua che aggiunsi col tempo alle altre che già conoscevo. Dopo qualche mese ripresi a studiare, stavolta in inglese, all’università McGill di Montreal. Per due anni, durante le vacanze estive, lavorai per mio zio Enrico, insieme ad altri terrazzieri di Fanna.
Nel 1951 mi raggiunse a Montreal, Mary De Marco, una ragazza di Fanna con cui mi ero fidanzato poco prima di partire per il Canada. Ci sposammo pochi giorni dopo il suo arrivo.

La famiglia
Gli inizi furono molto duri; ero ancora studente senza un’entrata fissa. Nella primavera del ’52, conseguita la laurea, incominciai a lavorare in un ufficio di ingegneria a Montreal. Due anni dopo, con nostra immensa gioia, incominciò a formarsi la nostra famiglia con la nascita del primogenito Fabio, seguito poi ad intervalli da Claudio, Laura e Silvia. Nel ’56 siamo traslocati nella nostra nuova casa, in un sobborgo di Montreal.
A Fanna siamo ritornati tante volte. Mary ed io abbiamo sempre mantenute vive le nostre tradizioni friulane, tramandandole ai nostri figli, così che tutti parlano italiano (e comprendono il friulano). Tutti e quattro si sono laureati in ingegneria e si sono affermati nelle loro rispettive specialità. Dopo aver conosciuto Fanna ed il Friuli da giovani, ora che sono adulti vi ritornano volentieri per mantenere il contatto con le loro "radici".
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