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    Trieste - ottobre 2015
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Italiani tagliapietre in Francia in fuga dal fascismo: spettacolo alla Maison

L’ha presentato l’associazione France-Frioul a Parigi con il patrocinio dell’Efasce di Pordenone


15 tagliapietre1Domenica 3 aprile, alla Maison d’Italie di Parigi, l’associazione France-Frioul, con il patrocinio dell’Efasce di Pordenone e il direttore della Maison, Roberto Giacone, ha presentato uno spettacolo che ricorda la presenza degli italiani e dei friulani nella Creuse.

Tagliapietre friulani sui pendii del Maupuy
E’ noto che durante il secolo passato numerosi italiani sono emigrati in Francia per fuggire al fascismo, per trovarci del lavoro e, per certi, viverci. Si sono spesso raggruppati vicino alle frontiere italiane o nei bacini di lavoro, qui una diga da costruire, là le miniere, altrove nelle grandi industrie, ecc. Nel Limousin, e più particolarmente nella Creuse, li ritroviamo tagliapietre.
Venuti dal Friuli, dal 1920 a 1960, sono venuti a vendere le loro forze per tagliare i blocchi di granito sui pendii del Maupuy, sul Massiccio centrale, vicino a Sardent.

15 tagliapietre215 tagliapietre5Le bal des casse - Cailloux
Tra canzoni e fette di vita, lo spettacolo "Le bal des casse -cailloux" proposto al pubblico franco-italo friulano di Parigi ci ha tuffato in una strana epopea: quella degli italiani tagliapietre che sono sfuggiti al regime fascista e sono venuti a "tagliare il granito" in Francia, ed in particolare nella Creuse.
Il pubblico numeroso si è visto raccontare La Grande Storia, che tutti conoscono: quella dell’ascesa al potere di Mussolini in Italia e la perdita del lavoro per quelli che non avevano la tessera del partito fascista.
Ma anche le piccole storie, quelle che si raccontano raramente, che sono quelle di tutti quegli uomini, donne e famiglie che hanno dovuto esiliarsi, cambiare vita, lingua e paese…!

Un lavoro da galeotto
Un lavoro da galeotto, in fondo ai boschi, "con la pioggia o la neve, quando gela e soffia il vento". Questi italiani erano venuti a tagliare le bordure dei marciapiedi (Sardent e dintorni), e dei sanpietrini (Maupuy). Il granito che ricercavano era il granito azzurro, ben più duro di quello grigio. Un metro cubo di granito azzurro pesava fino a 2,9 tonnellate. La regione della Creuse abbonda di queste " biglie " che " crescono " un po’ dappertutto. Nei boschi si poteva udire il rumore della mazzetta italiana che batteva gli arnesi che servivano a realizzare i chilometri di bordure dei marciapiedi al ritmo dei canti degli italiani

15 tagliapietre3In Francia con gli strumenti musicali
Ma c’è una cosa di cui tutti si ricordano ed è che questi Italiani appassionati di libertà sono arrivati con i loro strumenti di musica e che in tutti i paesi, tra due cantieri, si sono messi a ballare.
Lo spettacolo è stato presentato e recitato da Jean Métégnier, figlio di un’italiana e di un francese tagliapietre che ha cantato e raccontato le storie di questi italiani con i suoi canti accompagnati dalla fisarmonica, il mandolino,la chitarra e il tamburello .
Dopo lo spettacolo, Patrizia Bisson, presidente dell’associazione France- Frioul, ha presentato assieme al libro "Cogner le granit", il libro di Michele Bernardon "Scalpellini e Tagliapietre dal Fiuli Occidentale nel Mondo" sulla storia dei tagliapietre e degli scalpellini del Friuli Occidentale. Poi ha invitato a vedere la piccola mostra di fotografie e di materiale di un tagliapietre, Augusto Mian di Meduno, che aveva lavorato in Iran negli anni ’40. Il tutto si è concluso con il brindisi dell’amicizia.

15 tagliapietre4Storie di ordinaria emigrazione
Bartolomeo impiegava molti tagliapietre, italiani come lui. Era un gaudente ma aveva la reputazione di non pagare bene. Amalia Del Din si ricorda che un giorno suo marito, Giovanni Battista, aveva chiesto a Bartolomeo che tardava, la sua paga. Il padrone gli risponde ridendo: "Ma come? ti do degli arnesi, ti do del lavoro e in più vorresti che ti dia anche dei soldi?"
Ben prima che arrivassro i soccoritori e la mutua, ecco come si curavano le ferite quotidiane degli Italiani: il tagliapietra che urinava sangue si allontanava, poi bruciava la ferita con la sigaretta o anche un arnese del fabbro; la sera, tornando dal cantiere, il vero rimedio consisteva a bagnare a lungo la ferita nell’…acqua della pasta….risultato garantito !!
Nel 1927, Edoardo lavora verso Lespinas. Ad un tratto urla tenendosi l’occhio, urina il sangue, porge il suo fazzoletto non tanto pulito sull’occhio… torna all mensa dove risciacqua, poi benda l’occhio, e tutto finisce là… L’indomani, senza aver visto un medico, ritrova i suoi arnesi dove li aveva lasciati la vigilia, e riprende il suo lavoro: aveva perso un occhio.
Stefano Delprato non è mai tornato in Italia. Un giorno suo figlio Joël riesce a convincere suo padre a fare il viaggio insieme. Partono in macchina. Quasi arrivati alla frontiera, Joël sente suo padre nervoso, sono in Italia. Meno di 50 km dopo, il padre dice al figlio: "per piacere, torna indietro...".
Il figlio aveva capito che non valeva la pena insistere, impossibile tornare laggiù. Sono tornati a Pontarion e non hanno mai più riparlato dell’Italia.


Patrizia Bisson
Presidente di France-Frioul
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