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Dalla Roman Mosaic and Tile Company di Trevisan le mani che hanno costruito l’America

Angelo lasciò Sequals a soli 12 anni per fare l’apprendista in una ditta che eseguiva lavori di mosaico e marmo in Germania. Poi andò in Egitto e in Africa



10 trevisan1All’età di 12 anni, Angelo Trevisan lasciò la propria casa a Sequals per fare l’apprendista in una ditta che eseguiva lavori di mosaico e marmo in Germania. Quando imparò il mestiere di terrazziere, venne inviato a lavorare in Egitto e in Africa. Essendo ormai diventato uno specialista di prim’ordine, il suo grande desiderio era poter avviare una propria attività.

10 trevisan2L’emigrazione in America
Con questo pensiero fisso emigrò in America e nel 1902, a Philadelphia, fondò una propria ditta, la Roman Mosaic and Tile Company (R.M. & T.Co.), specializzata in lavori di mosaico, marmo e terrazzo. I primi tempi furono duri e per affermarsi dovette confrontarsi con agguerriti concorrenti come la Belfi Bros. & Co. Inc. e l’Italian Marble Mosaic Co, dei fratelli Dinon di Cavasso Nuovo. Per competere con loro, Angelo Trevisan acquistò l’abi-tazione 435 di Green Street, un luogo che sarebbe stato utilizzato come ufficio e laboratorio per l’assemblaggio dei modelli di mosaico. Lì vi lavoravano da 12 a 20 mosaicisti che disegnavano e preparavano i motivi con i mosaici per essere consegnati ai committenti.

I primi lavori
Fra i primi lavori il Willis Eye Hospital nel 1905 e la Transfiguration Church nel 1908. Quest’ultima, decorata con figure in mosaico, statue ed un tetto a forma di cupola, contribuì alla definitiva affermazione dell’impresa. La R.M. & T.Co. diventò un’importante ditta nel settore del terrazzo ed eseguì lavori significativi nelle scuole di tutta la Pennsylvania. Per diversi anni, i lavori in terrazzo nella parte nord della Pennsylvania furono affidati ad impresari newyorchesi. Allora Trevisan iniziò a collaborare con John Hepsmidt di Harrisburg ed insieme si aggiudicarono i lavori in quella zona. Nel 1948, Trevisan lavorò anche per conto di John Mc- Shain, un costruttore leader negli Stati Uniti conosciuto come "The Man Who Built Washington." (l’uomo che costruì Washington), al Bathesda Naval Hospital nel Maryland.

10 trevisan3Nuovi grossi appalti
Con questi nuovi appalti si rese necessario per la R.M. & T.Co. dotarsi di maggiore spazio. Venne prima utilizzato un grande caseificio industriale in disuso e successivamente un grosso magazzino ubicato a Manheim a nord di Avon che permise all’impresa di disporre di nuovi laboratori e più ampi depositi per i materiali. Consolidata la posizione di Manheim, iniziò una cooperazione con la Standard Art of Washington DC e la Columbia Tile of Maryland, per gestire gli appalti a Washington. Un contratto molto vantaggioso con lo State Department (Dipartimento di Stato) venne ottenuto sempre grazie a John McShain.

Smithsonian
Un altro grosso lavoro fu lo Smithsonian in collaborazione con la Norain Construction: un contratto molto redditizio da 3,5 milioni di dollari gestito in collaborazione con la Standard Art, che si occupava dei siti per la costruzione, con la Roman Mosaic, che gestiva i preventivi e l’ordinazione dei materiali, e con la Sid Lyons della Columbia, che curava le varie modifiche. Considerata la complessità del lavoro i contraenti si riunivano settimanalmente per vagliare tutti i cambiamenti e le modifiche richieste dal committente.

10 trevisan4Il Pentagono
All’inizio degli anni ’40 John Mc- Shain si aggiudicò l’appalto per la costruzione del Pentagono, il più grande edificio di uffici nel mondo, e affidò alla R.M. & T.Co. i lavori di rivestimento con piastrelle in ceramica, terrazzi e ardesia. Per gestire questo gigantesco cantiere Trevisan allestì in loco un grosso prefabbricato dove vennero trasferiti, dalla sede di Philadelphia, i migliori specialisti.



Jonh lavorò per riesumare la salma del Vescovo nel Santuario

Stava giocando con i bambini al Fairmount Park quando John Trevisan ricevette una strana telefonata. L’interlocutore, incaricato di gestire un lavoro riguardante il Vescovo Neuman, si identificò come Padre Lits che incontrò Trevisan informandolo dell’intenzione dell’Arcidiocesi di Philadelphia di riesumare la salma del Vescovo sepolta nel Santuario sotto un pavimento in marmo di 8 cm di spessore. Dopo aver riportato il corpo alla luce si dovevano ricavare, dalla sua colonna vertebrale, alcune reliquie e poi riporlo in una nuova tomba dentro l’altare.

10 trevisan5Lavoro insolito
Trevisan chiese se era necessario demolire l’altare e costruire il sepolcro in cristallo: il Santuario si trovava nelle immediate vicinanze della Fifth Street, una strada lastricata in pietra su cui transitavano i tram che provocavano forti vibrazioni negli edifici circostanti. Ma Padre Lits rispose che si doveva lasciare l’altare così com’era ed intagliare un’entrata per posizionare la tomba. Poi fornì le misure e le caratteristiche della tomba che doveva essere di vetro e decorata con ornamenti in bronzo. Precisò inoltre che ogni operaio adibito a questo lavoro doveva essere un buon cattolico. John Trevisan rimase stupefatto e capì che doveva trattarsi di un uomo di Dio, tanta era la precisione con cui aveva pianificato tutto. Così si convinse ad accettare il lavoro e mandò due esperti ex minatori ad eseguirlo. Ma ogni volta che visitò il cantiere, come raccontò in seguito, si inginocchiava e pregava affinché il lavoro potesse essere portato a termine senza incidenti.
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