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A Palermo il seminario per la creazione di una rete di giovani italiani nel mondo

 


09 palermoNel 2018 il numero degli iscritti all’AIRE è salito a 5,1 milioni, con un balzo di quasi 2 milioni sul 2016. Si parla di emigrati, di cervelli in fuga, di mobilità, ma di chi si sta parlando? Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha voluto passare il microfono a quegli italiani che già vivono in altri paesi e in particolare ai giovani. La VII commissione del CGIE, con l’appoggio del governo centrale, dei Com.It.Es e dei vari enti e delle consulte regionali, ha quindi invitato 115 rappresentati delle comunità di residenti all’estero ad un seminario per la creazione di una rete di giovani italiani nel mondo.
La città di Palermo ha dato il suo più caldo benvenuto a questi figli di migranti, o migranti loro stessi, che nelle parole del sindaco Leoluca Orlando: «Hanno deciso di rimanere comunque italiani», attraverso le sfide e attraverso le generazioni. La scelta della città non è stata casuale, vista l’importanza simbolica che la carta di Palermo ha avuto nel 2015 e la coscienza storica della Sicilia nel saper recepire, comprendere ed integrare aspetti culturali diversi nella propria identità.
Nei quattro giorni di incontri tenutisi fra il 16 ed il 19 aprile, questi 115 giovani si sono riuniti, iniziando con la condivisione di esperienze e di capacità, continuando con della formazione e terminando quindi con la presentazione alle istituzioni dei progetti intavolati nel corso del seminario.
Per l’Efasce-Pordenonesi nel- Mondo era presente David Anzolin, 26 anni, originario di Pravisdomini e residente a Londra. Laureato in economia all’University College London, lavora in una società statunitense nel campo dell’aviazione privata.
09 anzolinSono appunto questi piani il seme che tutti gli organizzatori hanno duramente lavorato per ottenere: non con un mandato, ma bensì con un invito ad individuare indipendentemente le priorità da affrontare e offrendo poi l’appoggio necessario nel realizzarle. La ricchezza del pensiero e la tenacia nell’esecuzione di questi giovani fra i 18 e i 35 anni derivano esattamente dalla incredibile varietà nel loro vissuto: dal neolaureato partito dall’Italia per realizzarsi professionalmente, al dottorando che deve lasciare il nostro paese per continuare la sua ricerca, al discendente di terza o quarta generazione che decide di imparare indipendentemente l’italiano non più parlato in casa viste magari le imposizioni contro le seconde lingue che paesi come il Brasile hanno visto durante la loro storia. Questo vigore e questo entusiasmo nel prendere in mano il proprio destino, è la base fondante per realizzare una vera e propria integrazione fra emigrati ed istituzioni.
I progetti presentati spaziano dall’integrazione dei canali di comunicazione fra gli italiani all’estero, alla creazione di portali digitali per la raccolta e promozione delle iniziative culturali realizzate da nostri connazionali. Altri progetti si sono invece concentrati sulla raccolta e divulgazione di esperienze, come l’iniziativa "giovanitalianinelmondo" che raccoglie già dei bellissimi aneddoti accessibili ora tramite Instagram.
09 anzolin2L’ultimo giorno si è chiuso dunque con la presentazione della carta del seminario e con una dichiarazione che dimostra tanta volontà di mettersi in gioco. La più bella consapevolezza derivata da questo grande momento nell’associazionismo italiano deriva forse dalla realizzazione per molti giovani di fare già parte di un grande tessuto di valori e di conoscenze e dal privilegio ora di trasmettere questo messaggio a coloro che stanno pure vivendo questa esperienza meravigliosa o desiderano più semplicemente meglio capirla.
Vale ora la pena seguire attentamente l’evoluzione di questi progetti che spaziano dalla comunicazione, all’export e dall’Argentina, all’Australia per creare veramente un più fitto legame fra l’Italia e i suoi figli sparsi per il mondo.
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