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Cittadinanza onoraria a don Vitaliano Papais, una vita al servizio del prossimo tra Canada e Friuli



papaisDon Vitaliano Papais è nato a Ramuscello di Sesto al Reghena il 7 ottobre del 1939, ed è rimasto orfano del padre Giovanni, alpino della Divisione Giulia, Battaglione Gemona, 72ª Compagnia, all'età di tre mesi.

Egli proviene da una famiglia molto stimata e conosciuta nel Friuli Occidentale, quella dei Papais che ha avuto il ceppo a Sesto al Reghena, per diffondersi poi in tutta la provincia di Pordenone, in particolare a San Vito al Tagliamento e Zoppola, e in provincia di Udine a Codroipo, Rivignano e Variano, ma soprattutto in Canada, negli Usa e in Brasile, dove l’illustre Luigi Papaiz è divenuto uno dei più famosi industriali dell’America Latina.

Don Vitaliano, dopo aver frequentato il Seminario Vescovile di Pordenone, guadagnandosi ogni anno una borsa di studio, è stato ordinato sacerdote nel 1964 e da subito ha operato nella Diocesi di Concordia-Pordenone in varie parrocchie tra cui Fontanafredda e Valvasone. Egli è anche stato docente di religione nelle scuole medie di Arzene rimanendo nella memoria di molti giovani studenti per la sua capacità di coinvolgimento in un periodo di grandi cambiamenti sociali.

Dall’11 settembre 1979 in Canada è stato parroco nella St Patrick’s Church a Brampton, cittadina alle porte di Toronto, e ha dedicato le sue migliori energie per gli emigranti friulani e italiani.

Erano anni in cui gli emigranti, oltre a conoscere poco la lingua inglese, sentivano la mancanza di un sacerdote che tenesse viva in loro la fede ricevuta nei paesi d’origine e li accompagnasse nelle tappe felici e dolorose della loro vita e di quella dei familiari in un difficile percorso d’integrazione nel Paese di accoglienza.

Don Vitaliano è stato uno dei sacerdoti che hanno accolto questo invito, impegnandosi con dedizione ad assistere i fedeli di lingua italiana della metropoli di Toronto.

Naturalmente, in questa veste, ha avuto modo di dare una particolare attenzione ai corregionali, in particolare a quelli del Friuli Occidentale, ricoprendo anche l’incarico di assistente dell’EFASCE, Ente Friulano Assistenza Sociale e Culturale Emigranti, punto di riferimento dei Pordenonesi nel Mondo.

Ha fatto parte di organismi regionali, come l’ERMI, e nazionali che si occupano di emigrazione, fornendo preziose indicazioni, derivanti dalla sua non comune esperienza nel settore dell’emigrazione. Non ha mancato di far sentire la sua voce a sostegno delle giuste rivendicazioni degli emigranti nei confronti delle Istituzioni italiane e canadesi, con le quali intrattiene ottimi rapporti di conoscenza e frequentazione, anche in considerazione dell’origine italiana e friulana di diversi dei loro rappresentanti.

Grazie all’impegno di padre Papais, le comunità che si rifanno ai comuni di provenienza, che vedono la presenza anche di diverse centinaia di persone per ogni gruppo, festeggiano in Canada le stesse ricorrenze dei loro paesi d’origine, mantenendo intatte le consuetudini dei loro antenati.

Nel 2007 è stato nominato dal Presidente della Repubblica Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana con le seguenti motivazioni "la sua instancabile e ammirevole attività a favore della comunità italiana in Canada e per i meriti di conseguenza acquisiti nei confronti dello Stato Italiano".

In tutti questo suo andare e venire dalle Americhe don Vitaliano non ha mai dimenticato l’esperienza valvasonese che lo ha segnato anche come ferito durante il sisma del 1976.

Non c’è anno che passi senza una visita di don Vitaliano Papais alla comunità del nostro paese a dimostrazione di un senso di appartenenza che lo porta a essere indicato come friulano esemplare nella parola e nei fatti.

Tutto ciò premesso si propone il riconoscimento di Cittadino Onorario a don Vitaliano Papais per le seguenti motivazioni:

Motivazioni
Don Vitaliano ha saputo trasmettere nella sua esperienza di cappellano un seme di amore per il proprio paese natale con particolare riguardo alla cultura e all’attenzione del particolare della bellezza che ha lasciato in diverse generazioni un insegnamento improntato alla giustizia e alla solidarietà che fa lustro al paese che lo ha visto crescere e partire verso impegni internazionali in cui si è distinto con passione e amore per le radici friulane.


Valvasone Arzene, 29 giugno 2020
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